×

Psicoterapia

Sostegno alla genitorialità

Terapia del divorzio


Sono tante le volte che, nella mia esperienza clinica, mi è stato chiesto aiuto per dire ai figli che i genitori si separano.
Devo ammettere di aver sentito le proposte più disparate, certe volte anche molto fantasiose, ma altrettanto complicate sia per gli adulti che dovrebbero metterle in atto, ma soprattutto molto confondenti per i figli.
Comprensibilmente, in questa fase, i genitori si sentono spesso disorientati; anche individui con buoni livelli di funzionamento personale possono percepirsi improvvisamente inadeguati e molto spaventati.
Le paure più frequenti sono quelle di non riuscire a trovare le parole giuste, di non sapere cosa aspettarsi dai figli, di non essere in grado di contenere le loro reazioni, o di non poterli consolare.
In molti casi, inoltre, si è molto spaventati dall’idea di fare questa comunicazione alla presenza del partner.
Il timore è che possa diventare il pretesto per l’ennesima discussione, o che l’altro possa sfruttare la circostanza per attribuirgli tutta la responsabilità o, ancora, per avanzare le solite accuse.
Tutte queste sono preoccupazioni legittime ma, purtroppo, questa non è l’unica occasione nella quale un partner possa mettere in cattiva luce l’altro o possa mettere i figli difronte a “verità” che non dovrebbero neanche conoscere, perché non li riguardano minimamente.
Quindi, in linea di massima, sarebbe buona norma dire ai figli che i genitori si separano insieme, cioè con entrambi i partner; creare due momenti differenti non metterebbe nessuno al riparo dagli scenari che ho appena descritto.
Affrontare questo tema insieme sarebbe invece un gran regalo che i genitori possono fare ai loro figli. Se è vero che da quel momento in poi la coppia coniugale cesserà di esistere, la coppia genitoriale non morirà mai!
Questo messaggio positivo verrebbe così rappresentato e rafforzato.
Se i partner smettono di essere una coppia, rimarranno per tutta la vita i genitori di quei figli e nessuno potrà mai sostituirli, quindi quale momento migliore per comunicarlo ai ragazzi?
Prima di passare alla comunicazione della separazione ai figli, è importante che i genitori si accordino sui particolari del messaggio che intendono trasmettere.
In questa fase sarebbe bene mettere da parte rabbia, rancore, risentimento e dolore, tenendo al centro del focus il benessere dei ragazzi.
Per questo è importante prendersi il giusto tempo, scegliendo una giornata che sia priva di altri impegni, in modo da permettere a tutti di poter avere tutto lo spazio e la tranquillità necessari.
Quali potrebbero essere le parole migliori?
Il mio consiglio è sempre quello di essere il più semplici possibili calibrando il messaggio in base all’età anagrafica: siano essi bambini, pre-adolescenti, adolescenti o giovani adulti.
Quindi poche parole, chiare e definite, senza grandi premesse, giri di parole o lunghe ma nebulose spiegazioni filosofiche!
In linea di massima qualcosa del tipo: “mamma e papà non vanno più d’accordo, non si amano più, per questo abbiamo deciso di separarci, ma rimarremo sempre i vostri genitori, nessuno dei due sparirà; l’organizzazione della routine quotidiano subirà dei cambiamenti, ma potrete sempre contare su di noi che ci impegneremo ad essere sempre presenti per voi”.
Questa, ovviamente, è una traccia che ciascuno può e deve adattare alle sue corde, tenendo soprattutto conto dell’età dei figli.
Un altro consiglio molto semplice, ma non sempre scontato, è quello di non dilungarsi in spiegazioni a proposito di quello che non funziona più della coppia, né tanto meno entrando in dettagli intimi che non solo non li riguardano, ma che potrebbero seriamente danneggiarli.
Ebbene sì: spiegare, in questo caso, non è sinonimo di rassicurare.
In questa fase così delicata i figli dovrebbero essere al centro delle vostre preoccupazioni e dovrebbero sentirsi liberi di poter continuare ad esprimere i propri bisogni senza censura.
Immaginatevi come potrebbero farlo se venissero a conoscenza del fatto che, ad esempio, un genitore è stato tradito dall’altro.
Si creerebbe uno schieramento a favore del tradito, danneggiando così l’immagine del genitore traditore; preciso che un partner tradisce l’altro partner, non il proprio figlio, quindi il fatto che si sia “reo” non significa assolutamente che non possa essere o continuare ad essere un ottimo genitore.
Questa condizione, di conseguenza, metterebbe il figlio nell’impossibilità di prendersi cura delle proprie attività, come la scuola, lo sport, la frequentazione degli amici, perché potrebbe sentirsi improvvisamente impegnato nel consolare il genitore che appare maggiormente in difficoltà, rischiando di compromettere il legame con l’altro.
So bene che dire ai figli che i genitori si separano non sia affatto facile.
Ma se la vostra intenzione è quella di proteggere la salute psichica dei vostri figli, come desidera ogni buon genitore che si rispetti, vi invito ad evitare di renderli partecipi dei dettagli intimi della vostra relazione di coppia; così facendo non solo dovreste comunque affrontare la rabbia, il dolore, la tristezza causata dall’evento separativo, ma dovrete anche occuparvi delle ripercussioni psicologiche che si creerebbero nei vostri ragazzi.
Queste indicazioni possono essere utilizzabili da tutte le coppie di genitori che si trovano in una situazione del genere.
Qualora invece vi trovaste in una condizione di eccessiva conflittualità o nel caso in cui non riusciste a dialogare, o a trovare una linea unitaria sulla comunicazione della separazione ai vostri figli è importante farsi aiutare da uno psicologo che vi sosterrà in questo percorso.
0 commenti