
Psicoterapia

Sostegno alla genitorialità

Terapia del divorzio


“La parola mediazione deriva dal latino mediare ossia “essere nel mezzo”, “interporsi”, “mantenersi in una via intermedia”, stare nel mezzo tra due realtà divise, tra mondi separati: stare nel mezzo per mettere in relazione.
È una parola quindi che indica un processo mirato a far evolvere dinamicamente una situazione di conflitto, aprendo canali di comunicazione precedentemente bloccati“. (Mazzei, Neri 2017).
La Mediazione familiare è un intervento di sostegno rivolto a quelle coppie che abbiano cessato il loro rapporto, ma che si occupa anche di conflitti parentali che implichino aspetti emotivo-relazionali. È un percorso ad accesso volontario, desiderato dalle parti, il cui scopo primario riguarda la riorganizzazione delle relazioni familiari, ponendo particolare attenzione al raggiungimento di accordi concreti e stabili che possano garantire una buona durata nel tempo.
Le principali aree tematiche concernono l’affidamento e l’educazione dei minori, gli aspetti economico-patrimoniali, oltre a tutto quanto sia previsto dalla normativa vigente in tema di separazione e divorzio.
La mediazione familiare si pone come obiettivi principali quelli di:
Nel processo di mediazione la coppia è strettamente incoraggiata ad immaginare e strutturare quegli accordi che meglio rispondano alle esigenze di tutti i componenti del nucleo familiare, diventandone la vera protagonista ed indirizzando le proprie risorse per raggiungere un dialogo che sia il più possibile funzionale ai cambiamenti che si prospetteranno per l’intera famiglia.
Il mediatore familiare ha come peculiarità quella di essere un professionista terzo, imparziale, che non giudica l’adeguatezza delle proposte avanzate dai suoi clienti, ma li aiuta e li orienta, nel rispetto del principio della volontarietà e in completa autonomia rispetto al circuito giuridico, infatti deve essere sospeso qualsiasi intervento giudiziale.
Per poter fare tutto questo il mediatore possiede un bagaglio di competenze tecniche e specifiche che gli permettono di proporre ai propri clienti un’esperienza relazionale significativa in un clima di reciproca fiducia e collaborazione, ponendo come focus dell’intervento i bisogni e gli interessi di tutte le persone coinvolte nell’accordo, con particolare attenzione ai figli.
Questo intervento si rivolge anche alle coppie di fatto o alle famiglie ricostituite (cioè ai due ex partner e ai rispettivi nuovi compagni), oppure al singolo genitore qualora la mediazione non sia risultata praticabile.
Perché in questo caso la coppia ha già preso la decisione di separarsi, magari è già separata da tempo, questo intervento ha lo scopo di favorirne la consensualità trovando accordi che accontentino entrambe le parti; mentre la terapia di coppia è preferibile in tutte quelle situazioni dove ci sia una quota significativa di indecisione!
Inoltre il mediatore convoca sì i figli (in un’unica occasione) per osservare l’interazione che questi hanno con i propri genitori e per trarre del materiale da utilizzare nel lavoro con la coppia, ma non interviene su eventuali sintomatologie dei minori, di cui l’intervento elettivo è quello della psicoterapia familiare.