Giulia Baratto Psicologa

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La terapia individuale

“Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, passerà tutta la sua vita a credersi stupido” A. Einstein

 

La psicoterapia sistemica serve a stimolare le risorse personali facendo leva sugli aspetti funzionali di ciascuno in modo da creare un cambiamento.

Quello che preme al terapeuta è sollecitare il processo elaborativo e di pensiero del paziente rendendolo l’attore principale delle proprie conquiste, di cui potrà darsi il merito. Perchè contrariamente a quanto spesso dicono i pazienti: “senza di lei non ce l’avrei mai fatta”, è merito della persona stessa se è riuscita ad utilizzare e sfruttare al meglio il lavoro terapeutico! Questo accade perchè possedeva in sé le risorse per poter raggiungere tale traguardo: lo psicologo è uno scienziato, non è un mago, non ha poteri magici, non agisce sulle persone senza che loro possano rendersi conto di quello che succede, né senza il loro contributo!

Perché una psicoterapia?

In tutti quei casi in cui la persona si senta in difficoltà nel gestire una fase delicata della propria vita, quando ci si sente disorientati e confusi di fronte a possibili prospettive o quando sembra impossibile fare un progetto.
Quando è necessario risolvere i propri vissuti emotivi, migliorare alcune relazioni che non funzionano e che provocano sofferenze, per affrontare l’ansia, la depressione, le fobie, il panico

Perché è essenziale liberarsi dal sintomo e dal malessere vissuto, ma questo lavoro è imprescindibile dall’individuazione dell’origine della sintomatologia stessa, pena il rischio di essere ripetutamente vittima di sgradevoli sensazioni.

Proprio perchè il paziente deve essere il protagonista di un cambiamento di sé c’è bisogno di tener presente che, come disse Alfredo Canevaro: “la richiesta di una psicoterapia per se stessi è solitamente l’esito di un lungo percorso di sofferenza e di riflessione su quella sofferenza. Ci saranno stati tentativi di uscirne attraverso cambiamenti di vita, uso di farmaci, separazioni, viaggi, nuove passioni, cambi di lavoro. Sono tre i passi fondamentali:

  1. Arrivare a chiedere aiuto
  2. Accettare di essere responsabili della propria vita
  3. Far crescere dentro di sé la speranza

Questi passi hanno richiesto un lungo percorso per vincere la negazione del problema, l’onnipotenza di volercela fare da soli, il vittimismo di attribuire ad “altro da sè” la responsabilità del disagio, per uscire dal senso di impotenza“.

La Terapia di coppia

“E’ molto affascinante osservare gli infiniti modi con i quali gli individui riescono a combinarsi tra loro, con i quali riescono a costruire equilibri emotivi a volte funambolici e a volte granitici.” F. Monguzzi

 

Si tratta di un intervento terapeutico destinato alle coppie che stanno attraversando una fase di crisi o di profondo cambiamento che rischiano di avere ripercussioni significative sulla qualità e sull’equilibrio della relazione.
L’obiettivo è quello di identificare le cause del conflitto, attraverso la ricostruzione della storia di coppia e l’identificazione degli elementi che hanno innescato la crisi, facendo emergere le dinamiche relazionali che hanno dato origine e sostenuto il patto tra i due.

Questo percorso, molto complesso e spesso doloroso per i partner, prende in carico i sentimenti e le emozioni di entrambi e il terapeuta ha il compito di accoglierne i vissuti, sostenendoli e sollecitando le risorse presenti.

L’approccio sistemico- relazionale è particolarmente indicato nel trattamento delle dinamiche relazionali tra partner, della sfera sessuale e di tutte quelle situazioni che possono avere ripercussioni su una coppia.
La peculiarità dell’approccio a questo tipo di intervento risiede nel considerare sia le difficoltà della coppia, che del singolo individuo come portatore di una storia personale e familiare la cui analisi e conoscenza è elemento imprescindibile per il lavoro del terapeuta.

Questo offrirà la possibilità di comprendere a fondo quali siano i fattori significativi che caratterizzano il funzionamento psicologico degli individui che formano la coppia e quali elementi disfunzionali distorcono la relazione generando la crisi del legame. Anche in questo caso il passato lavora a servizio del presente, essendo la via preferenziale per orientare il terapeuta nel complesso compito della comprensione dell’altro!

 

Quando chiedere una terapia di coppia?

  • Quando la quotidianità è fatta solo di litigi e di contrasti
  • Quando il rapporto si appiattisce e non ci sono più intimità e sessualità
  • Quando uno dei partner si sente oppresso o non considerato
  • Quando si scopre un tradimento
  • Quando un partner non condivide il desiderio di avere un figlio o non può averne
  • Quando la comunicazione va in tilt
  • Quando gli elementi esterni (lavoro, amicizie, ex partner, famiglie d’origine, etc) causano problemi nella relazione

La Terapia familiare

“Quando incontro una famiglia, sono assolutamente sicuro che i suoi membri hanno in loro la capacità di lottare e di crescere; non c’è bisogno di stabilire o valutare questo fatto. La vera questione diventa quella del coraggio, sia da parte mia, sia da parte di loro. Siamo disposti a correre il rischio di avventurarci in acque inesplorate?” Carl Whitaker

 

Secondo il mio approccio, il bambino non può essere visto e immaginato senza la presenza dei suoi genitori e una presa in carico individuale rischierebbe di renderlo l’unico responsabile della sofferenza manifestata. Il sintomo di cui si fa portatore ha a che fare con una dinamica molto più complessa, quanto sono complesse le relazioni che si creano all’interno della famiglia e tra quest’ultima nei confronti dell’ambiente.

Sarebbe, infatti, un limite per la famiglia e per il benessere generale escluderla da questo tipo di intervento. Tutti i genitori si preoccupano per la sofferenza di un figlio ma a volte può capitare che, per paura, per senso di colpa, per sentimenti di inadeguatezza, tendano ad “affidarlo” all’intervento di un esperto che possa prendersene cura. Invece la famiglia ha un ruolo essenziale in quanto principale e profondo conoscitore di quel bambino.

Il coinvolgimento della famiglia è essenziale anche nel lavoro con gli adolescenti, impegnati nel compito di sviluppo dell’integrazione tra l’appartenenza e la differenziazione e l’apertura al mondo esterno con la conseguente necessità di curare e solidificare nuove relazioni, mantenendo una base sicura. È un valido aiuto anche nell’intervento con il giovane adulto che potrebbe rimane bloccato in fasi di passaggio essenziali come la fine del ciclo di studi universitario, la ricerca del lavoro, l’uscita da casa, eccetera.

L’obiettivo è sempre quello di ridistribuire la sofferenza coinvolgendo tutto il nucleo familiare, alleggerendo il “paziente designato”.

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Cos’è il paziente designato?

Quando chiedere una terapia familiare?

  • Quando non si riesce più a comunicare
  • Quando ci sono conflitti irrisolvibili
  • Quando cambiamenti esterni come malattie, trasferimenti, cambio di lavoro, pesano sulla famiglia
  • Quando i bambini, gli adolescenti o i giovani adulti manifestano un sintomo
  • Quando tra fratelli nascono rivalità e conflittualità ingestibili.

 

Per orientarsi e per comprendere la complessità di tanti punti di vista, come possono essere quelli di una famiglia, lo psicoterapeuta osserva attentamente le dinamiche relazionali in atto tra i vari membri, al fine di individuarne l’origine e gli aspetti di reale disfunzionalità.
La terapia familiare avrà lo scopo di trasformare i modelli disfunzionali delle relazionali che caratterizzano quello specifico sistema famigliare, incoraggiando e stimolando le risorse già presenti e rendendo meno rigidi tanti comportamenti.

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